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24
2012

il problema dei trasporti

Giri tutti i giorni in macchina; ti serve per fare la spesa, per andare al lavoro, per prendere i figli a scuola, per fare una capatina dagli amici, per avvicinarti al centro o al bar preferito.
Persino per andare in palestra, usi la macchina.
La macchina oltre che un veicolo è un oggetto del desiderio che racchiude uno spazio privato paragonabile alla casa.

Sai benissimo che è prodotta in gran parte da materiali inquinanti e che inquina, ma cerchi di allontanare il disappunto dicendoti che non puoi fare nulla se non tentare di risparmiare carburante e olio motore.

Se poi in macchina ci passi la giornata perché sei autotrasportatore, autista, agente di commercio, capocantiere, ti rendi conto che hai mal di schiena, acidità di stomaco o problemi di regolarità intestinale e varie infiammazioni più o meno gravi (es. emorroidi), tutti sintomi dovuti alla mancanza di movimento fisico.

Ma non è tutto: l’aria della città è irrespirabile, e anche a casa aprendo le finestre a volte entrano delle folate di smog.
Che fare ?

Bé perché non provare a prendere la bicicletta, a camminare sulle vie pedonali, a usare l’autobus o il treno per spostarsi ?
Che dramma …

Andare in bici in città è pericolosissimo se il tuo percorso non è coperto dalle piste ciclabili, comunque respiri smog puro, a volte un camion ti investe con un soffione caldo e maleodorante.

Se il tuo viaggio in autobus richiede uno o due cambi ti accorgi che le coincidenze sono state progettate apposta per allungare le tue attese. Stessa cosa per il treno, anche se il treno è in orario (più raro di quanto ci aspettiamo) poi ti accorgi che la coincidenza richiede minimo 20 o 30 minuti di attesa.

Eppure la maggior parte di noi sopporta pacificamente il supplizio, usa mezzi inefficienti, puzzolenti, e spesso .. lenti.

E quando esce un nuovo modello di auto ? tutti a fare il confronto con la propria auto o un diverso modello, per rivendicare orgogliosamente le proprie scelte e preferenze, come se l’argomento riguardasse una questione di vita o di morte.

Insomma la contraddizione è tangibile basta riflettere.

Ovviamente stiamo osservando il problema dalla prospettiva italiana, ma questo dramma sembra non avere confini; in tutto il mondo il bilancio tra i risultati ottenuti e la crescita dei danni derivanti dall’inquinamento è tutto dalla parte dei danni.

Ci sono metropoli che prima di accorgersi del problema, di fatto costringono i loro cittadini ad una esistenza soffocata dal caos e dall’inquinamento.

Ma come risolvere questo cancro della mobilità?

La mia proposta è semplice: taxi, bus, treni, auto private, aerei vanno integrati in un progetto organico e solo tramite una nuova e robusta tecnologia di prenotazione globale dei tragitti, è possibile servire in tempo reale le esigenze di mobilità dei cittadini.

La mia visione potrebbe sembrare utopica ma in fondo gli strumenti per realizzarla sono tutti a portata di mano.

Innanzi tutto la costruzione di un sistema unificato di prenotazione dei tragitti. Cioè la possibilità per i cittadini di prenotare in tempo reale un tragitto che comprenda punto di partenza, una destinazione e un orario di arrivo richiesto.
Il sistema può fornire al cittadino l’insieme dei mezzi da utilizzare a seconda della distanza richiesta.

Il traffico privato perderebbe senso e improvvisamente le città si libererebbero dal caos e dall’inquinamento.

La seconda azione sarebbe quella di integrare i trasporti condivisi (aerei, treni, autobus, navette) con una nuova forma di trasporto individuale che non richieda il possesso del veicolo : il car-sharing e bike-sharing nella forma di una flotta di mini veicoli urbani ecologici ad emissione zero che consentano al cittadino di coprire le distanze finali se non servite da mezzi collettivi, o di effettuare il trasporto dei propri bagagli in modo più comodo.

Questo sistema di condivisione del veicolo dovrebbe consentire di prelevare e rilasciare il veicolo in diversi punti della città o della regione, senza dover necessariamente riportare il veicolo nel punto di partenza.

La terza azione fondamentale è quella di consentire la completa gratuità del servizio di trasporto collettivo e anche di quello individuale per chi lo utilizza solo per la mobilità indispensabile alle normali attività.

A completare il quadro è necessario improntare un piano globale di ritiro e conversione di tutti i veicoli privati per inserirli nella flotta collettiva. Su questo scriverò presto un articolo.

Vorrei continuare a perfezionare questa utopia insieme a voi e conoscere i vostri giudizi sull’argomento.

Grazie.

Written by daniele in: futuro,mobilità |

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daniele ziccardi
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